IL MODELLO SISTEMICO RELAZIONALE

Il metodo utilizzato si avvale del modello sistemico-relazionale integrato, ispirato agli orientamenti della terapia familiare secondo i contributi introdotti da G. Bateson e consolidati in anni di ricerche ed applicazioni cliniche successive, unito agli studi ed alle applicazioni della Teoria dell’Attaccamento (J. Bowlby, M. Ainsworth, G. Attili e P. Crittenden).

La chiave di lettura sistemica offre una concezione olistica e bio-psico-sociale della salute, in cui la sofferenza e la malattia vengono connesse alle relazioni significative dell’individuo, dal livello interpersonale a quello sociale, con un focus particolare sui contesti di crescita e sui legami familiari.
Il modello sistemico integrato valorizza la multidimensionalità, la costruzione di progetti in collaborazione con altre figure professionali e l’elaborazione di interventi che mettano al centro la persona e il suo sistema.

LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

Bowlby (1907-1990) stabilisce come necessità primaria di ogni individuo la possibilità di aver accesso facilmente alla propria figura di attaccamento (genitori, caregiver) per ottenere protezione, conforto, comprensione e rispecchiamento emotivo. Fondamentale importanza ricoprono, quindi, le relazioni che si creano e si sviluppano con i propri genitori durante l’infanzia, in grado di influenzare la costruzione del proprio stile di attaccamento e la formazione dei propri Modelli Operativi Interni.

Attraverso la terapia psicologica la persona può comprendere come alcune caratteristiche del proprio contesto di crescita influenzino il suo modo di essere e di porsi di fronte agli altri e alla realtà esterna. Talvolta episodi traumatici, gravi carenze o inadeguatezza delle cure durante la crescita, possono influire nell’adattamento della persona.

È dimostrato in letteratura che esperienze riparative (come una relazione stabile con una persona significativa, un matrimonio, una terapia, un’adozione, …) caratterizzate da sensibilità, responsività, empatia, rispecchiamento emotivo, conforto e protezione, possono essere fondamentali nel riparare le esperienze sfavorevoli vissute.

EMDR

L’EMDR, Eye Movement Desensitization and Reprocessing, è un metodo usato per il trattamento del trauma che può essere ben integrato nei vari approcci terapeutici. L’EMDR considera gli aspetti di un’esperienza stressante o traumatica a livello cognitivo, emotivo, comportamentale e neurofisiologico. La metodologia utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale alternata basandosi su un processo neurofisiologico legato all’elaborazione accelerata dell’informazione.

L’EMDR è usato per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che sono alla base di disturbi psicologici. Le esperienze traumatiche possono consistere in piccoli e grandi traumi subiti in età di sviluppo, eventi stressanti nell’ambito di esperienze di vita (lutti e perdite, malattia cronica, conflitti coniugali, perdite finanziarie, cambiamenti), eventi stressanti al di fuori dell’esperienza consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o provocati dall’uomo (incidenti gravi, violenze).